Quadro Giuridico Europeo - Casa

Il diritto alla casa, come diritto sociale, viene sancito per la prima volta nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, promossa dalle Nazione Unite e firmata nel 1948. In particolare, l’art.25 viene include il diritto ad uno standard di vita adeguato: “ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, alle cure mediche e ai servizi sociali necessari (..)”.

Il diritto all’abitazione così definito viene inserito anche nel Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali del 1966 che parla specificatamente di diritto ad uno standard di vita adeguato che include alimentazione, vestiario e abitazione.

Per arrivare al diritto all’abitazione bisogna attendere la Convenzione internazionale su Diritti Economici, Sociali e Culturali che ha identificato il contenuto del diritto all’abitazione oggi condiviso a livello internazionale. Il diritto all’abitazione trova, quindi, una sua definizione che lo discosta sia dal diritto di proprietà, garantendo il diritto all’abitazione un raggio di protezione più ampio, sia dal diritto alla terra.

Fonte: Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo

Alloggio adeguato

Per ottenere il visto di ingresso per cure mediche il cittadino straniero deve presentare all'Ambasciata italiana o al Consolato territorialmente competente la seguente documentazione:

-dichiarazione della struttura sanitaria prescelta, pubblica o privata accreditata, che indichi il tipo di cura, la data di inizio e la durata presumibile della stessa, la durata dell'eventuale degenza prevista, osservate le disposizioni in vigore per la tutela dei dati personali;

-attestazione dell'avvenuto deposito di una somma a titolo cauzionale sulla base del costo presumibile delle prestazioni richieste. Il deposito cauzionale, in euro o in dollari statunitensi, dovrà corrispondere al 30 per cento del costo complessivo presumibile delle prestazioni richieste e dovrà essere versato alla struttura prescelta; documentazione comprovante la disponibilità in Italia di risorse sufficienti per l'integrale pagamento delle spese sanitarie e di quelle di vitto e alloggio fuori dalla struttura sanitaria e il rimpatrio per l'assistito e per l'eventuale accompagnatore;

-certificazione sanitaria, attestante la patologia del richiedente nel rispetto delle disposizioni in materia di tutela dei dati personali. La certificazione rilasciata all'estero deve essere corredata di traduzione in lingua italiana.

Il restante 70% delle spese deve essere corrisposto dal citatdino straniero o dal garante.

Il rilascio del permesso di soggiorno per cure mediche non consente l’iscrizione al SSN, e in questo caso le prestazioni sanitarie sono a carico dell’assistito.

Carta Sociale Europea
Obblighi degli Stati
Ultima modifica il Mercoledì, 08 Agosto 2018 12:41