Filippine: Amnesty International chiede intervento Onu per crimini contro umanità

Amnesty International denuncia la drammatica situazione delle Filippine, dove da tre anni si sta conducendo una violenta campagna contro il traffico di droga che ha portato all'uccisione di oltre 6000 persone.

Nel rapporto l'Organizzazione internazionale mostra che le esecuzioni extragiudiziali nelle Filippine sono tutt'ora in corso e che dietro l’offensiva al narcotraffico si cela l’omicidio di persone appartenenti alle classi meno abbienti e che poco hanno a che fare con il traffico di droga. Il governo filippino, si legge nel report, "ha riconosciuto più di 6500 uccisioni di presunti colpevoli da parte della polizia". Ma "ci sono state anche migliaia di uccisioni di persone armate sconosciute, molte delle quali potrebbero essere collegate alla polizia".  "Oltre alle uccisioni - evidenzia il rapporto - continuano a essere redatti elenchi illegittimi di 'sorveglianza degli stupefacenti' e rimane una dolorosa mancanza di programmi di trattamento delle tossicodipendenze, in violazione del diritto alla salute". 

“Considerati i problemi e l'evidente incapacità del governo di affrontare questi problemi” Amnesty si rivolge alla comunità internazionale chiedendo di fare pressione sul governo filippino per porre fine alle violenze. Si chiede al Consiglio delle Nazioni Unite sui diritti umani di avviare immediatamente un’indagine indipendente, imparziale ed efficace sulle violazioni commesse durante la guerra alla droga, inclusi possibili crimini contro l’umanità.

Fonte: Amnesty International

Ultima modifica il Mercoledì, 10 Luglio 2019 14:01